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COUNSELING ORGANIZZATIVO

I viaggiatori possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.

Quando il viaggiatore si è seduto sulla spiaggia della sabbia e ha detto:

“non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero

Josè Saramago
Cosa è

Il counseling organizzativo è un tipo di intervento rivolto alle persone che operano a qualsiasi livello (manager, dirigenti, impiegati, educatori, medici, volontari, genitori, ecc.) in organizzazioni di diversa natura – aziende, cooperative, scuole, sindacato.

Queste persone, accumunate da un problema organizzativo e dal desiderio di risolverlo, attraverso il counseling organizzativo possono riflettere, sostare, comprendere le differenti implicazioni del problema, recuperare energia e fiducia, acquisire nuovi apprendimenti e indirizzare la loro attenzione verso la soluzione dei problemi, verso le decisioni che ne conseguano, verso la trasformazione e il mutamento.

 

Il metodo che io adotto

Il metodo che io adotto è il counseling organizzativo somatorelazionale, che si configura come un approccio integrato alle organizzazioni, intese come sistemi energetici dotati di corpo, anima e pensiero.

E’ un approccio che si ricorda che le persone hanno percezioni ed emozioni, bisogni e sentimenti oltre che pensieri ed intenzioni. E che solo quando tutte queste dimensioni si sostengono a vicenda le persone stanno bene e le organizzazioni lavorano efficacemente.

Questo approccio si propone, prima di avviare azioni ed interventi, di costruire un terreno solido su cui collocarli avvicinandosi con cura all’organizzazione, per comprenderne la storia, la cultura, il linguaggio, la visione, i bisogni, nonché le difficoltà. E’ un approccio efficiente perché radica il cambiamento organizzativo nella possibilità delle persone di accedervi sul piano emotivo quanto su quello cognitivo.

I riferimenti per la costruzione dell’approccio nascono da una matrice psicologica, da una matrice organizzativa, da una matrice legata all’apprendimento degli adulti. La prima trova i suoi riferimenti nella psicologia umanistica, nell’analisi bioenergetica, nella biosofia e nel counseling somatorelazionale rivolto alle persone e ai gruppi. La seconda negli studi sul counseling organizzativo, sulla consulenza, la formazione e la gestione dei gruppi di lavoro. La terza evidenzia l’importanza della costruzione di ambienti facilitanti l’apprendimento individuale, di gruppo e organizzativo.

Integrando saperi e prassi di queste discipline ho costruito un approccio innovativo e autonomo dalle discipline che l’hanno generato. Nuovo per inquadramento metodologico, tipologia di intervento e prassi adottate. Ho deciso di chiamare questo approccio Counseling organizzativo somatorelazionale.

 

I destinatari

Il counseling somatorelazionale ha come destinatari tutte le persone che compongono l’organizzazione – aziende, organizzazioni profit e no profit, scuole, sindacato, pubblica amministrazione – , individualmente o in gruppo: dirigenti, responsabili, caposquadra, operatori, educatori, insegnanti, ecc. ma anche portatori di interesse: volontari, familiari, ecc.

 

Ambiti di applicazione

Il counseling somatorelazionale è un approccio particolarmente adatto a tutti quegli ambiti, sempre più frequenti, in cui alle persone è richiesto molto impegno e determinazione nel raggiungimento degli obiettivi. In quegli ambienti in cui i mutamenti sono rapidi, i problemi da risolvere numerosi. Situazioni in cui la densità degli scambi emozionali è profonda e le relazionali sono il fulcro del lavoro. Contesti in cui le persone devono utilizzare tutte le loro risorse: fisiche, psichiche, intellettuali, emozionali, somatiche. Ma anche gli ambiti in cui occorre essere “grounded” e contemporaneamente sviluppare le proprie potenzialità e spirito di iniziativa. Ed infine quegli ambiti in cui è necessario imparare utilizzando griglie meno rigide e più innovative.

Tra questi , per prossimità e caratteristiche intrinseche, alcuni risultano i destinatari “naturali” del metodo somatorelazionale:

 

Il primo ambito è quello in cui le persone lavorano in maniera diretta “sul e/o con” il corpo di altre persone, come educatori professionali, assistenti socio sanitari, insegnanti di nidi e scuole materne, infermieri, ecc. Professioni in cui la relazione passa in larga misura attraverso la dimensione corporea, quella gioiosa e inarrestabile dei bambini, quella delle persone anziane o malate, quella delle persone con disabilità siano essi bambini, adolescenti o adulti.

 

Un altro ambito in cui l’approccio somatorelazionale offre un contributo d’eccellenza è quando la richiesta del percorso di counseling organizzativo nasce dall’esigenza di recuperare forza ed energia.Una mole significativa di studi indica che la capacità produttiva di un’azienda, in senso lato, è direttamente proporzionale al benessere di chi ci lavora. Nonostante ciò, lo stress è uno degli elementi più frequenti e con gli esiti più dannosi presenti nelle organizzazioni, in particolare nelle aziende dove le persone non sempre possono sottrarsi agli stimoli nocivi (rumore, caldo, capo persecutorio, colleghi non collaborativi, ecc.) che generano tensioni e conflitti.

 

Il metodo somatorelazionale è efficace e puntuale nel caso in cui la persona o il gruppo debbano far fronte a sfide difficili e mutamenti complessi e avvertono il compito superiore alle loro forze.In specifico l’intervento è diretto alle singole persone all’interno delle organizzazioni che avvertono in maniera particolarmente dolorosa lo scarto tra quanto viene loro richiesto e quanto riescono a dare. E’ rivolto ai gruppi quando per vari motivi, si trovano a dover accedere a cambiamenti impegnativi in tempi brevi e sentono di non avere tutti gli strumenti per farlo. Attraverso i colloqui e nei Laboratori avvengono dei processi che rispondono in maniera pertinente a queste esigenze.

 

L’approccio somatorelazionale è adatto e dotato di procedimenti operativi particolarmente utili in quelle organizzazioni in cui le persone sono chiamate a esprimere il loro potenziale e, contemporaneamente, a lavorare “con i piedi per terra”.Ne sono un esempio particolarmente significativo i contesti di apprendimento, come le scuole, a partire da quelle che si rivolgono ai più piccoli. Agli insegnati da un lato è richiesto di rispondere a una quantità di bisogni crescenti e sempre più diversificati, di offrire sempre più stimoli, personalizzarli, contestualizzarli, valutarne il recepimento ed eventualmente ritararli. Dall’altro devono fare i conti con risorse sempre più scarse. Ma situazioni analoghe possono verificarsi, con altre caratteristiche, nelle medie imprese, quando il mercato interno non è più ricettivo e allo staff di direzione è richiesto di immaginare e di costruire nuove opportunità a parità di risorse.

 

I risultati

I principali risultati del counseling organizzativo sono:

Ridurre le resistenze al cambiamento

Maggiore consapevolezza del proprio ruolo e del proprio comportamento organizzativo

Aumento delle competenze relative alla gestione del proprio ruolo e delle relazioni con colleghi, superiori, collaboratori

Riduzione dei conflitti

Convergenza sugli obiettivi operativi, gestionale e strategici dell’organizzazione

Aumento dell’autostima e dell’efficacia lavorativa

Miglioramento dei risultati ed obiettivi professionali

Maggior benessere organizzativo

 

Gli strumenti

Gli strumenti che attivo nel counseling organizzativo somatorelazionale sono: colloqui individuali di counseling, laboratori di gruppo, pratica bioenergetica, Facilitazione del gruppo, formazione e consulenza. Sono interventi diversi tra loro e rispondono a differenti esigenze di apprendimento e di trasformazione, così come cambia lo stile di gestione del gruppo in base allo strumento attivato

 

Sede

Per il gruppo: spazi specifici o presso le organizzazioni

Per i colloqui: nel mio studio o presso le organizzazioni